leparolehannogliocchi

Vedere è immergersi nel mondo, pensare è prenderne le distanze (Wim Wenders)
venerdì, 02 maggio 2008

 

1 maggio. Concerti e sconcerti

 

Ieri, sono stato per la prima volta al concerto del 1 maggio. Da sempre volevo vederlo. Il cast di quest’anno era eccezionale. Quando Piero (Pelù) è salito sul palco e ci ha chiamato “orfani della sinistra” mi è salito il brivido. «Eccolo. È sempre lui. Mi hai fatto rimanere male nei tuoi ultimi dischi tra med rock da RTL 102.5 e caramelline sonore da spot della TIM. Però, il primo amore non si scorda mai» Mi sono detto fra me e me. Accantonando il dispiacere infinito per aver lasciato il Litfiba. Ormai sono dieci anni, il “rancore” non mi aveva fatto sentire il tempo. “Revolution” dei Beatles e chiaramente “Lo Spettacolo” i momenti più belli dell’esibizione. Ho alzato le mani al cielo, e ho fatto il cuore come Pato. Chiaramente intendevo il cornucuore.

 

Tornato a casa mezzo morto, solo chi ci va può capire l’espressione “folla oceanica, do uno sguarda al web. Rimbalza uno scontro “Travaglio Sgarbi”. Oggi, vado a vederlo. Sconcertato. Di Travaglio conoscevo l’argomentazione, ma di Sgarbi sapevo che era un polemista e che ti divertivi a vedere la sua vena a ingrossarsi. Questa volta non si rideva, solo lacrime. Ha fatto puro controcanto. Offendendo. Negava ogni cosa che diceva Travaglio senza uno straccio d’argomentazione. La vera conoscenza, per me, sta nell’argomentazione. La conoscenza, non la verità. Non dico che in Travaglio ci sia la verità, ma dico che conosce quello che dice. Sgarbi ha cercato di tappare ogni buco, cercando di non far parlare. Indecente.

 

Un plauso lo devo fare alla critica televisiva de “Il Manifesto”, Norma Rangeri. Al di là delle posizioni che può prendere una redattrice di un quotidiano chiarament parziale, ha spiegato una delle ragioni, secondo me, molto forti della vittoria della destra. L’organizzazione dei discorsi mediali. La “Sicurezza” intesa come ordine pubblico e non come sicurezza sociale, concetto più ampio. Tutti i media, destrorsi o sinistrorsi, l’hanno posta così (anche, come si vede, “La Repubblica) e su questo terreno è stata più brava a parlare la destra. Più incisiva, più “politically uncorrect” e più, come si dice con quella poco gradevole espressione, “alla pancia”.

 
Guardatevi l’intervento: (andate al minuto 6e23 e poi cliccate sotto al link che rimanda alla terza parte.)  

postato da: LucaMarra alle ore 16:28 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: politica, televisione, sinistra, destra, conoscenza, travaglio, elezioni 2008, norma rangeri

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